Ridurre, riusare – riparare!

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Viviamo in una società consumistica. Quando un oggetto nel nostro possesso si rompe, siamo abituati a poterlo sostituire velocemente e facilmente. In tanti casi, riparare il prodotto ci costerebbe quanto acquistarne uno nuovo. E così ci comportiamo proprio come vogliono le grandi aziende: Buttiamo le nostre cose rotte e compriamo degli articoli più nuovi, più aggiornati, più belli – mille volte migliori, insomma. Alle cose che abbiamo gettato non pensiamo più da quando camminiamo via del bidone della spazzatura. Tanto, se il costo della riparazione è uguale a quello del riacquisto, non ha proprio senso riparare una cosa! Giusto?!

Ma perché ne pensiamo così? Una volta era la cosa più normale al mondo riparare tutto ed usarlo fino alla fine. Oggi, per sfortuna, non lo è più. Ci sono voluti tanti anni, l’obsolescenza programmata e tanto marketing per farci cambiare abitudini. Inutile dire che la società dello spreco che siamo diventati non è molto ecosostenibile. Ma per fortuna esistono ancora le persone che sanno aggiustare le proprie cose, e per i casi più difficili ci sono le piccole aziende che fanno le riparazioni – a prezzi sensati, poi.

Qualche esempio personale:
aggiustare-Jeans-rifiuti-zero-waste-1Sembrava che la vita di questo jeans fosse finita – era tutto strappato in mezzo alle gambe e non ero sicura se si potesse salvare. Tra l’altro era piuttosto economico e non ero convinta dell’idea di aggiustarlo… per i motivi descritti sopra 😉 Però l’ho portato lo stesso dal sarto, giusto per chiedere il prezzo… e alla fine l’ho fatto aggiustare. Non me ne sono pentita! Il sarto è stato bravissimo e ha fatto davvero un buon lavoro. Da fuori si vede pochissimo (mentre indosso il pantalone, non si vede proprio), da dentro… diciamo che si nota 😀

Invece di comprare un nuovo pantalone ho supportato una piccola azienda locale, risparmiando comunque dei soldi e prolungando l’utilità del mio pantalone (e delle risorse che sono state usate per produrlo).

 

aggiustare-Jeans-rifiuti-zero-wasteQuesto jeans invece aveva solo un piccoli buchetto. L’ ho fatto rammendare prima che si rompesse sul serio.

 

 

 

riparare-rifiuti-zero-wasteNell”anno scorso, il mio frullatore da un giorno all’altro cominciò a fare uno strano rumore e a puzzare quando lo usavo. Chiamai il produttore che mi disse che non avesse senso ripararlo perché comprarne uno nuovo costerebbe lo stesso. Per fortuna c’è un piccolo negozio di elettrodomestici di seconda mano nel mio palazzo. Il proprietario è un tipo che si diverte un mondo a smanecchiare e riparare di tutto e di più, e lo fa anche a prezzi più bassi di tanti altri. Lui, con dei metodi assurdi, salvò il mio frullatore 😀
Poco dopo fece lo stesso col mio bollitore, di cui si era sciolto un pezzo all’improvviso, dopo 5 anni di uso. Immaginate che puzza! Ero molto dubbiosa, ma il mio vicino riuscì a riparare pure quello. Sono stra contenta perché ha delle funzionalità super utili, ma il modello non viene più fabbricato e non avrei potuto trovare un nuovo prodotto paragonabile 😀

Pure voi fate riparare le cose invece di comprarle nuove? Anche quando finanziariamente non sembra avere molto senso? Sarei molto curiosa di sentire le vostre opinioni ed esperienze 😛

PS: Il titolo di questo articolo si riferisce ai “5 R”, i cinque principi dello Zero Waste Lifestyle che potete trovare cliccando qui.

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